AZIENDA AGRICOLA LA VOLPARA

La nostra azienda è intimamente legata alla vita ed alla storia del Comune di Vitorchiano


Comprende l'area alle pendici del paese che, anche grazie alla presenza di ben tre corsi d'acqua, il Vezza, e più a valle Gaia e Rio Freddo, è stata la "zona produttiva" sin dall'epoca Etrusca.

Dal Medioevo rimangono 2 torri di avvistamento, fra cui una perfettamente conservata anche nei sistemi di difesa (parte del sistema di vigilanza in direzione della valle del Tevere), e forni per la cottura del pane, cisterne e fontanili. 

Di epoca successiva il ponte, ora in parte crollato, che collegava Vitorchiano verso Nord e due mulini ad acqua che sfruttavano i "salti" del Rio Freddo, di cui si è conservata anche una straordinaria antichissima turbina in legno. 

I nostri prodotti

  • Olio Extra Vergine di Oliva
  • Nocciola Tonda Gentile Romana
  • Legname

Vitorchiano, il borgo sospeso della Tuscia 

Le origini di questo borgo sembrano risalire al tempo degli Etruschi.

Due chiese, la Madonna del Rotolino, a ringraziamento per un miracolo avvenuto e la porta Tiberina di Vitorchiano, incastonata nel peperino, con una sorgente che sgorga ancora oggi sotto l'altare.

Dall'azienda, percorrendo il Sentiero che porta al confinante Santuario di San Michele Arcangelo, si arriva all'antica porta Tiberina di Vitorchiano realizzata nel XII° secolo. 

Vitorchiano è uno straordinario borgo medievale giunto pressoché intatto ai nostri giorni, le cui origini, dati i numerosi reperti archeologici, tra cui i resti di muri a conci di peperino senza malta, risalgono agli Etruschi. 

La zona fu abitata anche in epoca romana. 

Desiderio, ultimo Re dei Longobardi, circa l'anno 757, edificò e restaurò nel viterbese città e castelli e tra questi, Vicus-Orchianus, oggi Vitorchiano.

Nel 1199 Vitorchiano, che già dopo la sconfitta e la distruzione della vicina Ferento nel 1174, era stata di parte viterbese, si schierò con Roma. Viterbo tentò più volte invano di riconquistarla, fino a quando riuscì a distruggerla. La vendetta di Roma non si fece attendere.

Nel 1233 si scagliò contro Viterbo e ne ottenne la resa totale. I romani quindi riedificarono Vitorchiano facendolo assai più bello di prima, edificando la torre sopra la porta merlata verso Viterbo e mura fortissime, chiamandola la rocca.

Lo stemma di Vitorchiano raffigura una torre merlata sormontata da una corona, un ramo di quercia ed uno di alloro e le lettere S.P.Q.R. (in ossequio alla sua devozione a Roma). La torre è il simbolo del paese, della città. La quercia è il simbolo della forza e l'alloro il simbolo della virtù, del valore, del trionfo, della vittoria. La corona civica è il simbolo di autorità, di onore, di prestigio.

S.P.Q.R

Le lettere S.P.Q.R. significano "il Senato e il popolo romano".

Vitorchiano poté inserire tali lettere nel proprio stemma intorno al 1265 perché il Campidoglio concesse al paese il titolo di "Terra fedele" e l'onore veramente singolare di potersi fregiare dello stesso identico stemma di Roma e di poter far uso, nel proprio sigillo bronzeo, del motto: "Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum", "Vitorchiano, castello e parte di Roma".

 

Il Comune raccoglie oggi più di 5.000 residenti e deve il suo sviluppo alle attività agricole ed al turismo che vede come principali attrazioni, oltre alla straordinaria architettura del paese stesso, alle bellezze naturalistiche, il centro botanico Moutain che riunisce la più vasta collezione al mondo di peonie arboree ed erbacee cinesi oltre 200.000 esemplari, ed il Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano dedite alla preghiera, alla penitenza ed al lavoro agricolo ed artigianale.

Le suore producono ben 25 tipi di marmellate di altissima qualità distribuite in tutta Italia.